20-02-2020 Cambiamenti climatici, super lavoro per il Cras Enpa di Campomorone (Genova). E ora, accordo con la Regione Liguria

asasa

Grazie a un accordo con la Regione Liguria, il Cras (centro di recupero per animali selvatici) di Campomorone dell’Enpa di Genova, fa un salto di qualità: ogni volta che uno dei nostri animali sfortunatamente dovesse morire, il corpo sarà portato all'Istituto Zooprofilattico per l’esame autoptico e per ulteriori ricerche volte a stabilire non solo le cause della morte ma a individuare anche eventuali agenti patogeni. In questo modo, il nostro centro si porrà come un valido alleato nella raccolta dati e nella ricerca. Questo ci aiuterà ad avere un quadro più completo delle condizioni di salute degli animali che vivono intorno a noi, e a curare i nostri pazienti in modo sempre più efficiente.

Il Cras Enpa di Campomorone
Nato pochi anni fa, il Cras Enpa di Campomorone è ad oggi l’unico autorizzato in tutta la Liguria. L’importanza di un Cras si misura non solo con la sua capacità di soccorrere e salvare (e se possibile reimmettere nel territorio) la fauna selvatica ferita, ma anche con la possibilità di “misurare” i cambiamenti nell’ecosistema grazie all’osservazione dei selvatici. In questi giorni, il Cras Enpa di Campomorone ha recuperato e salvato un cucciolo di cinghiale appena nato (un episodio simile si è verificato all’Enpa di Savona). Il salvataggio del cinghiale ha consentito di notare – e far notare – che l’anticipo della primavera a causa dei cambiamenti climatici porta la fauna selvatica a anticipare la stagione della riproduzione.
«Ci occupiamo noi della maggior parte degli animali selvatici feriti o in difficoltà”, ha spiega Massimo Pigoni, vice Presidente Nazionale di Enpa e fondatore del Cras in una intervista rilasciata a Andrea Barsanti di GenovaToday. “Quest’anno – ha aggiunto – abbiamo iniziato il super lavoro in anticipo, visto il clima. Di solito in primavera la problematica principale è rappresentata dai cuccioli di capriolo, che vengono lasciati dalle mamme nei prati e incautamente toccati da escursionisti, di sicuro benintenzionati ma poco informati sul danno che provocano. Quest’anno caprioli ancora non ne sono arrivati, ma ci è già arrivato un cinghialino finito in una scarpata: significa che gli animali stanno nascendo».

La primavera in un Cras
«La maggior parte degli animali di cui ci occupiamo è avifauna, in questi giorni per esempio è iniziata la migrazione delle gru, aggiunge ancora il Vice Presidente Nazionale dell’Enpa a GenovaToday. “Basta alzare gli occhi al cielo, nella zona del Beigua, per vederle volteggiare. Ma ci è capitato di occuparci di rapaci feriti dai fucili dei bracconieri, di uccellini piccoli come un pettirosso con l’ala spezzata, e di molti altri uccelli che non sono tipici della regione ma ci arrivano in periodo di migrazioni. Ci sono poi gli animali stanziali: cinghiali, caprioli, qualche daino e altri mammiferi».

Un lavoro importante. Che va sostenuto
La Regione Liguria, oggi, sostiene il lavoro del Cras con un contributo. Ma «non una convenzione fissa stabilita - sottolinea Pigoni -, è un contribuito variabile che viene elargito a seconda dei fondi a disposizione. Mediamente, negli ultimi tre anni, la cifra ha coperto un terzo delle spese. Enpa a livello nazionale sta puntando sulla nostra struttura e ci ha aiutato, ma in Liguria siamo fanalino di cosa: abbiamo aperto tre anni fa, quando in tutte le regioni c’erano già i Cras. In regioni come la Lombardia o il Piemonte hanno un Cras per provincia, qui noi dobbiamo gestire tutta la Liguria con una sola struttura».
Il Cras di Campomorone non si occupa, soltanto di recupero, soccorso e assistenza della fauna selvatica, ma vuole essere anche un centro di ricerca e raccolta dati e sede di divulgazione scientifica